Stoccaggio
Lo stoccaggio di idrogeno avviene sostanzialmente in due forme:
- sotto forma liquida, in contenitori criogenici mantenuti ad una temperatura prossima alla sua temperatura di ebollizione (-253 °C)
- sotto forma gassosa, in contenitori a pressione.

Lo stoccaggio in forma liquida richiede l'impiego di contenitori isolati sotto vuoto. Essi, tuttavia, non possono comunque annullare completamente le possibili perdite di calorie, che si traducono inevitabilmente nella perdita continua, per evaporazione, di piccoli quantitativi di gas.
Questo tipo di stoccaggio è pertanto utile per il trasporto, in tempi e distanze ragionevoli, di grandi quantitativi di gas, o per lo stoccaggio provvisorio di grandi quantitativi continuamente soggetti a travaso per la distribuzione successiva o per il loro diretto utilizzo finale.

Lo stoccaggio in contenitori a pressione viene utilizzato sia per la distribuzione capillare di piccole quantità di gas (bombole, pacchi bombole) sia per il trasporto (tubi).

In generale, lo stoccaggio in pressione ricorre a bombole costruite con acciai speciali (in grado di non essere permeabili al gas e infragiliti dalla sua azione permeante) che possono mantenere pressioni di esercizio dai 200 ai 300 bar, in funzione della lavorazione del materiale e dello spessore del contenitore.

Più recentemente, la ricerca ha messo a punto contenitori in materiali parzialmente o totalmente compositi (cioé caratterizzati da un più sottile e leggero contenitore metallico interno, rivestito esternamente da materiale plastico ultraresistente) che possono raggiungere pressioni di stoccaggio dell'ordine dei 700 bar, consentendo l'immagazzinamento di maggiori quantitativi di gas.

Sono anche allo studio contenitori caratterizzati dalla presenza di materiali in grado di adsorbire l'idrogeno, che consentirebbero uno stoccaggio maggiore a parità di pressione del recipiente.